Il sacchetto portamascherina di acumi 1/3: Cheerokee leaf pounding e Sashiko


Che siano chirurgiche, fatte in casa o FFP2 o 3, ognuno di noi ha familiarizzato con l’indossare la mascherina e con l’uso del gel disinfettante per le mani. Il sacchetto portamascherina è un oggetto utile per i momenti in cui non usiamo la mascherina e non sappiamo dove riporla senza metterla in contatto con altre superfici ed è inoltre un ottimo contenitore per il flaconcino del gel, in modo di averlo sempre a portata di mano.

Alla stessa stregua delle borse shopper in tessuto, il sacchetto nasce come gadget oltre che funzionale anche capace di veicolare messaggi e personalizzazioni.

Quelli di acumi sono interamente fatti a mano, cuciti e decorati uno per uno, e ognuno dei quali racconta in un piccolo spazio una grande storia di tecniche artigianali. Vediamo, nello specifico quali sono.

Cheerokee leaf pounding

Tecnica tradizionale dei nativi americani che prevede il martellamento diretto della foglia su tessuti naturali affinché il pigmento e ogni parte della struttura si imprimano tra le fibre del tessuto, con effetti grafici di straordinario realismo. Il naturale processo di invecchiamento della foglia continuerà sul tessuto, passando dal verde al beige, dai rossi ai bruni ecc..

Ripresa in America questa tecnica, unita a quella del quilt, ovvero del trapuntare più tessuti a mano o a macchina, dà vita a esempi superbi di coperte con effetti sia tattili che decorativi.

Salvia, edera, noce e vite quelle usate qui, ma vanno bene tutti i tipi di foglie? No, è bene selezionare le foglie più “carnose” e non troppo tenere, con una texture ben visibile. Se non si ha a disposizione una pianta dalla quale attingere foglia dopo foglia, è bene fare una raccolta delle foglie scelte e mantenerle sempre fresche in un sacchetto di plastica richiudibile e in frigorifero.

Bisogna poi munirsi di un martello, preferibilmente con la testa o la superficie di battuta stretta, un pannello sul quale martellare e una stoffa più spessa con cui rivestirlo (utile per attutire i battiti ma anche per evitare che il pigmento rilasciato sul legno macchi la stoffa) e un’ulteriore stoffa più leggera con cui coprire la foglia e sulla quale martellare.

martello stampa

Durante il martellamento la foglia deve sempre mantenersi ferma quindi è necessario partire dai bordi e procedere via via verso il centro fino a campire tutta la superficie.

Una volta eliminata la foglia ormai pesta si potrà vedere il risultato stupefacente! Il pigmento si trasferisce sul tessuto portando con sé ogni sfumatura della foglia originale.

prova stampa

A questo punto è necessario far seccare la clorofilla ed eliminare i residui di foglia rimasti nella trama, dopodiché si passa al finissaggio, cioè a fissare il pigmento con una soluzione di acqua e aceto.

La caratteristica di questa tecnica di stampa è che si ha a che fare con qualcosa di vitale perché, proprio come accade in natura, la foglia con il tempo cambia colore e così anche la sua impressione:.

Sashiko, ricamo giapponese

Sashiko è una tecnica di ricamo tradizionale giapponese che coniuga funzionalita’ e decorazione.

Nasce nei primi del 19° secolo nel nord del giappone per realizzare i kimono dei pompieri unendo diversi strati di tessuto mediante dei piccoli punti “filza”. Il tessuto cosi’ ottenuto, risultava rinforzato e maggiormente protettivo.

Nei primi del ‘900, questo tipo di lavorazione comincia ad assumere dei motivi ben precisi che diventeranno i patterns tradizionali legati principalmente alle varie regioni giapponesi o ai simboli e divinità (drago, carpa, crisantemo etc..) e soltanto in questo periodo, il sashiko diventa maggiormente decorativo e lega la sua funzionalità ad altri ambiti tessili: arredo, pannelli artistici, tessili per la casa etc…

Nello stesso periodo il Giappone importa il cotone dall’india e dall’America, che risulta essere più resistente delle fibre locali e. ancora una volta il sashiko si arricchisce di contaminazioni che arrivano fino ai giorni nostri, combinato con il patchwork, il quilting che reinventano la tradizione per lo stile di vita moderno.

lavorazione sashiko

.Quattro materiali necessari -ago, filo, ditale e tessuto-. L’ ago per il sashiko è molto lungo per garantire l’uniformità dei punti e a ogni modo va sempre rapportato alla pesantezza del tessuto e al titolo (spessore) del filo.

I tessuti preferibili sono quelli di fibre naturali, cotone, lino, canapa e altre fibre. È necessario che abbiano una tessitura piana, ovvero fili di trama e fili di ordito regolari e ben visibili.

Si passa l’ago nel tessuto senza far uscire il filo, andando “su e giù” nel tessuto, si “carica” l’ago dei punti necessari al nostro disegno. Il rapporto dei punti per il sashiko tradizionale è di 3:2 ovvero con i punti più lunghi sul dritto della stoffa.

I sacchetti di acumi sono realizzati su tela di cotone ecrù e ognuno di loro ha un riferimento a un motivo tipico giapponese moderno o tradizionale:

kikkozashi
kikkozashi

Kikkozashi (guscio di tartaruga) è caratterizzato dall’esecuzione a zig-zag del filo attraverso i punti fissi. La tartaruga è in Giappone simbolo di saggezza e longevità, rappresenta anche l’unione tra cielo e terra e, nello specifico, questo motivo sashiko è usato come decorazione per le nozze.

Komezashi
komezashi

Komezashi (punto riso) così chiamato per la somiglianza con il carattere calligrafico kanji che vuol dire riso. La combinazione di punti più semplici ortogonali e le relative variazioni di punti in diagonale, danno vita a pattern che irrobustiscono e decorano più o meno internsamente i tessuti.

Hitomezashi e kawari don tsunagi
Hitomezashi e Kawari dan tsunagi

l Sashiko nasce come metodo per rinnovare tessuti logori, rinforzarli e dare loro nuova vita grazie a decorazioni che riprendono i motivi originali del tessuto di base. Le righe e i quadri della biancheria di casa sono enfatizzate da semplici linee di punti in progressione (kawari dan tsunagi).

Hitomezashi è la base di ogni motivo sashiko, semplici progressioni di punti che si incrociano su una griglia e che conferiscono al tessuto robustezza e consistenza grazie alla leggera increspatura del tessuto. Usato soprattutto per unire due o più strati sottili di cotone per i tessuti trapuntati.

Asanoha sulla dx

Il motivo a foglie montate su linee verticali riprende il design di un Kimono degli anni ‘60. Realizzato con il metodo Shippo (sette tesori) con il quale si realizzano decori augurali che prevedono la costruzione di griglie sviluppate sul cerchio.

Asanoha (foglia di canapa) è uno dei motivi sashiko più popolari. E’ legato al Buddhismo in quanto rappresenta la luce irradiante dell’anima ed è usato per decorare i vestiti dei bambini con l’augurio che crescano forti come le piante di canapa.

soffioni sashiko
motivo a soffioni

Questo motivo rappresenta la deriva più moderna e creativa del Sashiko, che si allontana dai motivi tradizionali per accogliere pattern creativi a schema libero, senza perdere di vista la funzionalità e la sostenibilità di questa arte. Dai jeans agli accessori, le applicazioni sono innumerevoli.