Piccola biografia

nome d’ arte Maria Dolores.

Circense, amante del cinema e del vintage è così che mi descrivo sul mio profilo Depop, un’App in cui vendo e compro oggetti del passato con il nickname: mariadoloresdepop

Credo che questi tre elementi abbiano più di tutti contribuito a forgiare il mio carattere e la mia personalità nel corso dell’ultimo decennio: gli studi umanistici, l’amore per il cinema e il teatro.

L’ avvicinamento e la scoperta del teatro di strada attraverso la giocoleria e lo studio del clown che poi è diventato un vero e proprio lavoro: con la Compagnia Fuoco&Clownerie e infine la scoperta del vintage in tutte le sue sfaccettature, una vera passione innata.

Da quando ti occupi di abbigliamento vintage e quando è nata questa passione?

Più che da quando ho iniziato a occuparmi di vintage, direi da quando ho scoperto questo mondo. E l’ho scoperto almeno cinque anni fa grazie a Chiara, amica e collaboratrice nell’organizzazione dei vintage market in città e non solo con il profilo “Vintage Star”.

Ho iniziato, quasi per gioco, con il cercare abiti di scena particolari inerenti al mio lavoro, e ho continuato coltivando questo amore portando i market anche nei festival di musica e di artisti di strada. E’ proprio in uno di questi festival “Di piazza in piazza” che è nata una splendida collaborazione tra noi e i ragazzi Be Alternative Eventi, da qui gli appuntamenti mensili al Mood Social Club sospesi, ahimè, per la pandemia e dove si sono create delle bellissime sinergie tra vintagisti e artigiani calabresi e non.

Cosa si definisce vintage nel campo della moda?

Nella più comune delle definizioni, “vintage” si riferisce a qualsiasi oggetto, abito o accessorio che abbia alle spalle almeno venticinque anni di vita.. In questo campo, invece, il vintage è una continua ricerca del passato che fa principalmente da spunto a nuove collezioni e che ha l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al fascino di epoche mai vissute attraverso visioni, outfit e digitalizzazione. Mi viene in mente il brand Gucci e la nuova collaborazione con il regista Gus Van Sant; quello che si evince in questa mini serie, sono episodi e racconti, frutto della fantasia del regista, in cui lo sfondo è importante quasi quanto gli abiti, la fotografia e le musiche viaggiano in simbiosi, e gli indossatori, volutamente eccentrici e decontestualizzati, vengono quasi umanizzati e fanno parte del tutto in totale armonia in una sorta di ricordo sbiadito, come le polaroid. Sono assolutamente favorevole all’utilizzo di diversi linguaggi comunicativi per descrivere ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà.

Scegliere i capi vintage è sostenibile? E perché?

Qualche anno fa, a Friburgo, visitai un famoso vintage market.. all’ingresso c’era una gigantografia con su scritto “I AM STYLISHLY SUSTAINABLE”

Credo che in ognuno di noi vivano diverse personalità e sfumature che trovano la loro traduzione nella scelta del proprio stile, come una seconda pelle da abitare e chili di vestiti di seconda mano da indossare e proteggere come un piccolo tesoro. Chissà, poi, quante vite hanno alle spalle tutti quegli abiti così pesanti, così preziosi, così unici! Il mercato sforna ogni giorno tonnellate di abiti usa e getta che ci rendono tutti uguali; il vintage, oltre a essere una scelta sostenibile, è uno spiraglio di luce in una giornata uggiosa… indispensabile!

Cosa vuol dire refashion? E come si attua il restyling di un capo?

Refashion è prendere un capo già esistente e rivoluzionarlo, dargli una nuova vita su misura dei propri desideri. Per me questo fenomeno è una proposta, un modo ingegnoso di salvare e rivalutare dei capi di grande qualità che non avrebbero, però, avuto molto seguito… in questo modo ogni pezzo rigenerato è unico ed esclusivo!

Descrivi qual è il percorso di un capo e su quali elementi si basa la tua scelta di rinnovarlo

In realtà io non sono molto informata a riguardo, quello che faccio è frutto delle mie visioni e di collaborazioni importanti e preziose. Con “Fatti a mano creazioni di Lucia Mazzeo” ho proposto, l’ estate scorsa, una linea di camicie maschili trasformate in crop top, sarebbe stato un vero peccato darle vie senza provare a scavare nella loro anima.. Sì, i tessuti, per me, hanno un’anima! Fondamentalmente il percorso che si attua su ogni singolo capo è riconoscerne le potenzialità, i difetti, i pregi e affidarsi a una buona dose di istinto, rischio e anche a una sana lucidità e procedere.. A quel punto, se si è arrivati fin li, ne valeva la pena!

Per concludere, i tuoi buoni motivi per acquistare vintage in 5 parole

SOSTENIBILITA’, QUALITA’, UNICITA’, SCOPERTA, STILE