Slow Design


Più che un metodo progettuale, lo slow design è un approccio democratico e olistico al pensiero e al processo creativo. Come lo Slow Food, Slow City, Slow Travel e più in generale, il Movimento della Lentezza, anche lo Slow Design promuove il benessere individuale, sociale e dell’ambiente naturale attraverso le esperienze, la progettazione di oggetti e servizi che tengano in considerazione gli impatti a breve e lungo termine dei progetti.

Molti definiscono lo slow design come attivismo creativo che contrasta la logica del fast, inteso come rapidità dei processi di lavorazione e omologazione delle esperienze sensoriali propri dell’attuale paradigma industriale..

I capisaldi dello slow design, per quanto riguarda la progettazione di oggetti fisici, secondo Alastair Fuad-Luke, il promotore del movimento nel suo articolo del 2002 “‘Slow Design’ – un paradigma per vivere in modo sostenibile”, sono:

rivelare la natura di un oggetto nei suoi aspetti meno comuni e spesso più ignorati, così come un approccio più lento durante una visita a un borgo, ci permette di esplorarne i vicoli e non solo la via principale, restituendoci un’esperienza qualitativamente più ampia., allo stesso modo un prodotto comunica la propria essenza, il proprio processo costruttivo, i materiali di cui è costituito che molte volte sono trascurati a beneficio della forma dell’oggetto stesso.

espandere vuol dire concepire un oggetto al di là dei suoi limiti funzionali per considerarlo piuttosto immerso a 360° in un contesto più ampio che dia valore all’espressione e al potenziale ambientale, alla durabilità e alla convenienza. Di un prodotto io riconoscerò ciò di cui è fatto e da dove provengono i materiali e potrò stabilire con esso un legame affettivo o che ne prolungherà l’esistenza.

riflettere sui propri acquisti e consumi. Un oggetto dello slow design ci induce a contemplare e ad agire in maniera consapevole e ponderata.

collaborare ai processi produttivi su una base collaborativa e open source, cooperando e condividendo informazioni trasparenti affinché la progettazione di un oggetto possa evolversi nel tempo.

coinvolgere gli utenti, i fruitori, i consumatori nel processo produttivo e considerarli parte integrante di questo con un approccio conviviale che favorisca la responsabilità sociale e promuova il senso di comunità. Un processo partecipativo fa sì che un oggetto possa essere riconfigurato secondo precise esigenze e quindi usato attivamente.

evolvere è dare la possibilità a un oggetto o a un’esperienza di maturare nel tempo e con il tempo. Nel favorire nuovi approcci e diversi comportamenti, nell’adattarsi ai mutamenti, a prescindere di bisogni del presente, gli oggetti dello slow design diventano veri e propri agenti di cambiamento.

Partendo da questi spunti di riflessione è possibile stilare una mappa delle caratteristiche di un prodotto che per lo più sarà realizzato a mano, quindi pochi pezzi e unici. I materiali naturali e sostenibili o di riciclo o provenienti da cicli industriali dismessi. Le tecniche predilette saranno quelle tradizionali o che nutrono forti legami con il territorio o con il recupero di pratiche cadute in disuso. E poi il valore aggiunto, smaterializzato, emotivo ed estetico che avvicina l’oggetto di Slow Design a un’opera d’arte, ovvero il conferire all’oggetto un’aura, una connessione intima con gli oggetti in nostro possesso che ci permette di riconfigurare le nostre abitudini e i nostri comportamenti verso una maggiore sensibilità a ciò che ci circonda.

fonte: Michael Erlhoff, Tim Marshall, Design Dictionary, Board of International Research in Design BIRD